Grassi buoni e grassi cattivi…quali scegliere?

I grassi non sono tutti uguali e vanno divisi in base alle proprie caratteristiche: esistono infatti grassi saturi, insaturi, insaturi modificati e polinsaturi.

Fattore comune quando si parla di dieta ed alimentazione, riferirsi ai grassi come ad un male. Sono infatti i primi ad essere allontanati nelle diete “fai da te” e i primi ad essere messi alla gogna perché sospettati di far male alla salute, ma non è tutto vero quello che si pensa intorno ai grassi. In primis perché esistono diversi tipi di grassi presenti negli alimenti e in secundis perché molti di loro sono indispensabili per il nostro organismo e spesso fondamentali per il buon funzionamento di molti processi, come l’assorbimento di alcune vitamine. La prima vera distinzione da fare quindi riguarda la natura dei grassi in questione, perché esistono grassi buoni e grassi cattivi. Come abbiamo anticipato i primi sono utili all’organismo e possono essere assunti come nutrienti, mentre i secondi sono dannosi e con l’andare del tempo posso tradursi in un rischio verso malattie come il diabete, l’obesità, patologie cardiovascolari ed il cancro. Ecco perché è così importante conoscere la differenza che corre tra i grassi buoni e quelli cattivi, perché riconoscerli ci aiuta a vivere in maniera più sana senza dover rinunciare a tutti quei saporiti alimenti che hanno un contenuto lipidico. Per una prima classificazione i grassi vanno divisi a seconda delle proprie caratteristiche: acidi grassi saturi, insaturi (monoinsaturi, polinsaturi) e grassi insaturi modificati. In un recente studio dell’Università di Harvard si sottolinea l’importanza dei grassi insaturi in una dieta salutare che però deve essere anche equilibrata, in più lo studio consiglia di sostituire i grassi saturi ed insaturi modificati con i polinsaturi e monoinsaturi, per l’aumento della mortalità e per l’insorgenza di malattie tumorali legate a quel consumo (grassi saturi ed insaturi modificati). Ma che funzione hanno e in quali alimenti sono presenti questi grassi? Gli acidi grassi saturi possono essere prodotti dal nostro organismo senza l’apporto esterno, ma si trovano anche nel burro, nel latte, nel formaggio, nella carne e nell’olio di palma. Gli acidi grassi insaturi si dividono in monoinsaturi (presentano un solo doppio legame tra i vari atomi di carbonio), sono facilmente digeribili e aiutano ad assimilare le vitamine A, D, E e K, si trovano negli alimenti: avocado, arachidi, olio d’oliva, olio di colza, mandorle e pistacchi e polinsaturi (hanno più doppi legami). Quest’ultimi sono acidi grassi definiti “essenziali” in quanto non possono essere prodotti dal nostro organismo, vanno quindi assunti attraverso l’alimentazione e sono presenti nei cibi quali: pesci grassi come il salmone, olio di colza, olio di semi di lino, olio di girasole, olio di germe di mais, noci, verdure a foglia, carne, burro, latte e latticini. Ci sono poi i grassi insaturi modificati, prodotti dall’industria alimentare attraverso un processo di idrogenazione che trasforma gli oli in grassi solidi, solitamente individuabili, laddove è previsto (non devono essere obbligatoriamente indicati nelle etichette di tutti i mercati) dietro la dicitura “grassi vegetali, parzialmente idrogenati”. Gli acidi grassi insaturi modificati sono presenti negli alimenti come cibi fritti (patatine fritte, ciambelle, cibi fritti da fast food), nella margarina, oppure nei cracker, nei prodotti di pasticceria, nelle merendine e nei popcorn da cuocere al microonde. Questi sono i peggiori grassi per il nostro organismo e tutti i nutrizionisti raccomandano di consumerne il meno possibile. Emerge con chiarezza l’importanza dei grassi insaturi per il nostro organismo, indicati tanto nelle diete quanto in una sana e corretta alimentazione, in particolare si sottolinea anche l’importanza dell’acido oleico e degli acidi grassi essenziali polinsaturi come Omega 3 e 6 molto presenti in prodotti come l’olio EVO (Extra Vergine Oliva), essenziale in tutte le diete salutari.

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