Olio di oliva e olio extravergine di oliva: ecco le differenze

Cosa rende un olio d'oliva un olio extravergine? E su quali campi si giocano le differenze? Scopriamolo insieme!

Vi siete mai chiesti perché non manchiamo mai di specificare che i nostri oli sono di tipo extravergine d'oliva? Perché in effetti tra olio extravergine d'oliva ci sono delle differenze fondamentali che riguardano soprattutto la qualità, la bontà e l'efficienza a livello nutrizionale. 

Caratteristiche dell'olio extravergine di oliva

Partendo da ciò che vuol dire esattamente Olio extravergine d'oliva, partiamo dalla definizione standard che vede questa categoria come un tipo di olio:
  • estratto attraverso il solo uso dei metodi meccanici, questo vuol dire che non sono consentite aggiunte di additivi o ulteriori trattamenti.
  • processato a temperature che non devono superare i 28°C
  • che abbia un'acidità assolutamente non superiore allo 0,8%
  • estratto entro le 24h dalla raccolta per evitarne l'ossidazione
Per rendere meglio l'idea della cura e della qualità che un extravergine richiede per essere considerato tale, si aggiunge anche un monitoraggio attento in tutte le fasi di produzione garantendo una conservazione di tutte le proprietà organolettiche.

differenza tra olio di oliva ed extravergine

Noi di Olio Gentili ci prendiamo cura delle nostre olive sin dalla raccolta, senza perdere di vista nessuno dei processi che porterà all'estrazione del prezioso olio. Per farlo abbiamo scelto solo i migliori conoscitori di ogni momento della produzione che è al 100% italiana.

L'olio extravergine è inoltre un fluido che tende a ossidare e perdere qualità molto facilmente contrariamente a quello che avviene, per esempio, per il vino. L'olio evo infatti dovrebbe essere conservato al massimo per 20 mesi dalla spremitura per assicurarsi la presenza delle preziose sostanze antiossidanti e antitumorali.

L'Olio d'oliva commercializzato invece è sottoposto a ulteriori passaggi nella sua catena produttiva che ne intaccano la qualità e anche la percentuale di acidità che in questo caso sale fino al 2%. Una percentuale così alta corrisponde a una minore digeribilità e la raffinazione attraverso l'uso di composti chimici come il benzene rende lampante il distacco qualitativo e nutrizionale tra olio di oliva e olio extravergine d'oliva.